Accordo tra Governo e Alibaba contro la contraffazione

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È stato siglato l’accordo tra il Governo Italiano e la piattaforma cinese Alibaba per promuovere e tutelare le eccellenze italiane dell’agroalimentare sul popolare sito asiatico di e-commerce.

L’Italia è il primo Stato ad aver firmato un accordo con la piattaforma, che conta oltre 430 milioni di consumatori, ciò consentirà ai prodotti italiani di essere venduti sul portale e di usufruire di un’attenta tutela. Tutela che con questo accordo viene estesa dall’area per l’acquisto b2b, riservata alle aziende, a quella per i consumatori.

“Gli accordi con Alibaba - ha dichiarato il Ministro Martina - rappresentano un punto concreto della nostra strategia di sostegno al Made in Italy agroalimentare nel mondo, che sfrutta anche formule innovative per tutelare e promuovere i prodotti di qualità. Siamo riusciti a garantire ai nostri marchi geografici un livello molto alto di protezione sulla piattaforma cinese.”

L’accordo, infatti, potrebbe dare una svolta alla lotta ai falsi, particolarmente diffusi sul web. Già da qualche mese il Ministero delle politiche agricole ha istituito una apposita task force operativa dell'Ispettorato Repressione Frodi che quotidianamente individua prodotti contraffatti e li segnala alla piattaforma. Entro 3 giorni dalla segnalazione le inserzioni vengono rimosse da Alibaba che si presta ad organo controllore sugli inserzionisti, subito informati che stanno usurpando le indicazioni geografiche italiane.

Inoltre, con il nuovo accordo, Alibaba si impegna a promuovere momenti di educazione dei venditori e dei consumatori sull'importanza delle indicazioni geografiche alimentari. In questo senso il sito cinese ha lanciato una giornata speciale dedicata al vino. In occasione di questa giornata il Ministero delle politiche agricole, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’ICE si impegnano in una campagna di comunicazione su un target mirato di consumatori tra i più attivi sulla piattaforma. Impegno destinato a essere rafforzato soprattutto attraverso l'inserimento della Cina tra i target strategici del piano straordinario di internazionalizzazione. Basti pensare che solo nei primi mesi del 2016 le importazioni di vino nel paese asiatico sono cresciute del 42% raggiungendo la quota di 1 miliardo di euro.