GDO - Reparto vini: si punta sulla territorialità.

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I primi anni di questo decennio hanno registrato dei cali nelle vendite di vino nella Grande Distribuzione Organizzata  (supermercati e ipermercati). La tendenza ha iniziato a invertirsi sensibilmente lo scorso anno, con una flessione del +0,6%.
La rivista specializzata GDOWEEK ha analizzato, assieme ad alcuni esperti del settore della vendita al dettaglio, le forme in cui il vino ha ottenuto la sua rivincita sullo scaffale.

Il quadro emerso testimonia che i consumatori premiano la differenziazione territoriale offerta e sono sensibili a mirate attività promozionali.

I dati relativi al 2015 condivisi dalla rivista testimoniano una più ampia crescita (+2,5%) delle vendite di vino in bottiglia classica da 75 centilitri. I  vini più venduti in questo formato sono il nostro Lambrusco e il Chianti, seguiti prevalentemente da altri rossi tradizionali.

Per invertire la tendenza e far emergere l’offerta enologica nel variegato panorama del beverage, supermercati e ipermercati hanno deciso di presentare i vini in una nuova veste, che tiene certamente conto della differenziazione di prezzi e di pack, ma che punta sulla varietà territoriale. I reparti dei vini dei supermercati si distinguono rispetto a quelli standardizzati destinati all’esposizione degli altri prodotti enogastronomici. Godono di un vasto assortimento, puntano sulla volarizzazione delle denominazioni d’origine e sono più accoglienti. La GDO ricrea spazi che ricordano le enoteche tradizionali.

Spazi che sono spesso valorizzati da iniziative promozionali di varia forma, come ad esempio la presenza di un sommelier nel fine settimana, come testimoniato da Giancarlo Tedeschi, responsabile category LCC di Conad Centro Nord, o ancora attività pubblicitarie volte a descrivere le caratteristiche dei vini e diffondere la cultura del consumo di vino.

Un altro dato che emerge, nell’offerta a scaffale, è la tendenza a massimizzare le vendite del territorio. I vini DOC e DOCG rappresentano oggi circa il 35% delle vendite in valore, affiancati dai vini IGP che ne rappresentano circa un terzo.

Una tendenza sicuramente agevolata da scaffali facilmente interpretabili per territorio e fascia di prezzo.