Previsioni di vendemmia 2016

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L’inverno 2015-2016 è stato decisamente mite, se si escludono diverse giornate, nel mese di gennaio, caratterizzate da temperature di qualche grado sotto lo zero (- 5, - 6 °C) solo nel primo mattino ma decisamente sopra lo zero durante il giorno, e con scarse precipitazioni sia piovose che nevose soprattutto nel periodo novembre-gennaio.

L’inverno mite ha indotto un anticipo della fase di germogliamento che complessivamente si può stimare nell’ordine di una settimana-dieci che si è praticamente annullato nella fase di fioritura.

Complessivamente fino alla prima decade di agosto 2016 il comparto viticolo ha potuto beneficiare di un andamento climatico ideale caratterizzato da una primavera fresca e da una estate calda con temperature nella media stagionale le quali non hanno procurato stress idrici ai vigneti. In particolare nel periodo estivo è perdurata la naturale escursione termica giorno-notte che costituisce un elemento climatico positivo per le uve Lambrusco che si presenteranno con un ottimale equilibrio dei costituenti con la possibilità di ottenere prodotti fragranti e ricchi di profumi.

Dal punto di vista fitosanitario per il momento le uve presentano una sanità eccellente: la Peronospora risulta sotto controllo mentre l’Oidio sembra essere presente in maniera molto ridotta. Più preoccupante la situazione relativa al Mal dell’Esca i cui caratteristici sintomi si stanno manifestando gradualmente mentre più contenuti sono quelli relativi alla Flavescenza Dorata e al Legno Nero.

Risulta problematico fare previsioni su quelle che potranno essere le condizioni climatiche nel periodo della maturazione e nel corso della vendemmia, tuttavia si può affermare che l’evoluzione stagionale dell’anno 2016 ha riposizionato nel periodo storico l’epoca di vendemmia ed è verosimile che permanendo l’attuale andamento climatico le operazioni di raccolta delle uve inizieranno a metà settembre con le uve a bacca bianca e l’ancellotta per proseguire con il lambrusco salamino, il lambrusco di Sorbara e concludersi a metà ottobre con il lambrusco grasparossa.

La stima visiva non supportata dal campionamento con il peso medio del grappolo rispetto ai quantitativi dell’anno scorso prevede un incremento produttivo del 15% delle uve Ancellotta, un lieve aumento del lambrusco salamino +5%, un calo del 4% per il lambrusco di Sorbara, mentre è stazionaria la produzione di lambrusco grasparossa e degli altri lambruschi a minore diffusione, Marani, Maestri, Oliva.

La produzione delle principali uve a bacca bianca coltivate nel territorio modenese (pignoletto, trebbiano) viene stimata in leggero aumento (+3%) rispetto al 2015.