Rilanciare il Lambrusco: tra DOC unica e Cluster

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Il Lambrusco si trova ad affrontare un momento un po’ complesso. Dopo una vendemmia assai favorevole, ci si interroga su quali strade sia opportuno percorrere per rilanciare il Lambrusco. Sono due i problemi sempre più sentiti dai produttori: la sovrapproduzione e le difficoltà dell'export su mercati come la Russia, il Brasile e la Cina.

In questa riflessione si fa largo l'idea della creazione di una Doc unica per il Lambrusco, che comprenda oltre a Modena e Reggio anche Parma e Mantova. Sono, infatti, ben dieci le denominazioni tra DOP, DOC e IGP per il vino Lambrusco su tutto il territorio, per questo motivo sono in molti ad auspicare un superamento di campanilismi per raggruppare le varie denominazioni in una unica. Di diverso avviso è Pierluigi Sciolette, Presidente del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena e del Consorzio Marchio Storico Lambruschi Modenesi: "C’è chi sostiene che la Doc unica possa essere uno strumento nuovo per rilanciare il Lambrusco, ma non tutti sono concordi. Occorrerebbe essere d’accordo e verificare gli scenari possibili. Non potremmo permetterci, in caso di forzature, di inseguire eventuali ricorsi o opposizioni; non se ne uscirebbe per anni. E ciò riguarda il Lambrusco Doc, la parte minoritaria in termini di volumi; rimane però tutto il capitolo del Lambrusco IGT, oramai ricompreso nella IGT Emilia. Un prodotto che si vende bene all’estero ma che, proprio per questo, è sempre più soggetto a tentativi di usurpazione e sofisticazione. Siamo perennemente in battaglia; stiamo registrando il marchio Lambrusco nel mondo, a prezzo di investimenti notevoli”.

É dunque molto difficile che il Lambrusco possa seguire un iter simile a quello del Pignoletto, secondo Sciolette, "Per il Pignoletto abbiamo innanzitutto riproposto la menzione originale della varietà, e cioè il Grechetto gentile, in più esisteva una località “Pignoletto” che ha dato il nome alla denominazione. Il Lambrusco invece raccoglie in sé una pletora di varietà (il Maestri, il Salamino, il Grasparossa…), pertanto trovare un sinonimo che le identifichi tutte è assai difficile, e non esiste un omonimo riferimento topografico." Ecco perché una denominazione unica non è, per Sciolette, un’idea perseguibile al momento.

Rimane vivo, invece, il progetto del Cluster del Lambrusco che mira a mettere assieme tutte le potenzialità e le risorse delle aree dove si produce il Lambrusco, grazie soprattutto all’impegno dei sindaci e delle amministrazioni locali che hanno capito l'importanza di avere linee guida comuni nella pianificazione territoriale, ad esempio evitando di costruire strade che spezzino le aree di produzione. Il tutto inserito in un contesto di sostenibilità ambientale, sociale e infine economica.