Vini d’Italia 2018: lambruschi modenesi sul podio

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Sono tutti Sorbara e Grasparossa i lambruschi in cima alla classifica della guida “Vini d’Italia 2018” edita da L’Espresso.

Alta, altissima qualità. Sono pochi i lambruschi recensiti dalla guida Vini d’Italia 2018, ma tra tutti trionfa il metodo ancestrale: una rifermentazione naturale in bottiglia riscoperta e apprezzata da un vasto pubblico.

Al primo posto della classifica dedicata ai Sorbara troviamo il Fondatore 2016 di Chiarli 1860, seguito da Radice 2016 di Cantina Paltrinieri e Omaggio a Gino Friedmann 2016 della Cantina di Carpi e Sorbara. Quarto posto per Podere il Saliceto con il suo Falistra,  alfiere del metodo ancestrale. La classifica procede menzionando le migliori cantine del nostro territorio: C’era una volta di Cantina Fratelli Carafoli, Vigna del Cristo di Cavicchioli, Podere Ca’ Bianca di Cantina Garuti, Corte degli Attimi dei Poderi Fiorini e Selezione di Francesco Vezzelli.

Grandi soddisfazioni anche nella classifica dedicata al Lambrusco Grasparossa, con al primo posto il Monovitigno 2016 della Fattoria Moretto insieme a Vigneto Cialdini 2016 di Chiarli 1860 e al Corleto 2016 di Villa di Corlo. Seguono il BioRosso di Cantina Barbolini, il Col Sassoso di Cavicchioli, il Bruno Zanasi della Cantina Zanasi e il Dosage de La Battagliola.

Categoria e riconoscimenti a parte per altri lambruschi importanti, come il Mattaglio Blanc de Noirs di Cantina della Volta, il Solco di Cantina Paltrinieri, il Rosè del Cristo di Cavicchioli, il Couvée Brut Metodo Classico di Francesco Bellei e il Mabolle Extra Brut Rosé del Podere il Saliceto.