Lambrusco – cantine e privati puntano sempre più sulla qualità

bicchiere vino mano

Al Lambrusco serve una svolta, una svolta per mantenere stabili le condizioni di distribuzione e vendita sul mercato.

Secondo le associazioni di categoria e cantine, quest’anno si prospetta davvero positivo per la vendemmia, ma questo fatto purtroppo non nasconde il dato di una sovrapproduzione che si rifletterà sul prezzo. La soluzione? Puntare sulla qualità e sulla comunicazione della sua immagine.

 

Le cooperative.

Carpi. Le associazioni di categoria e gli enologi delle diverse cantine stimano con una certa sicurezza una vendemmia da buona a ottima. Gli enologi Maurizio Boni (Cantina di Santa Croce) e Enrico Prandi (Cantine riunite e CIV), nonostante concordino sull’ottima qualità del prossimo vino imbottigliato, entrambi sono però in allerta temendo una contrazione delle vendita: si parla di una possibile crisi del Lambrusco.

La problematica, spiega Cristiano Fini (presidente CIA di Modena), tiene conto di un effetto collaterale della crisi monetaria di Russia e Brasile e che ha fatto crollare le importazioni del rosso frizzante, la produzione italiana del vino è invece aumentata causando così un conseguente abbattimento dei prezzi.

 

L’accordo tra sei cantine.

Facendo seguito a queste condizioni, sei cantine del modenese e del reggiano, hanno firmato un accordo volto a riequilibrare la situazione: per la nostra zona hanno aderito la Cantina di Santa Croce, le Riunite & CIV di Campegine (di cui Carpi fa parte) e la Cantina Sociale di Carpi e Sorbara. Il documento punta infatti a evidenziare gli alti criteri di qualità che ogni cantina ha individuato in specifici processi lavorativi come l’imbottigliamento, l’ammodernamento, ma ci si rende sempre più conto che l’intervento col maggiore impatto sarebbe quello di unire le forze.

Nel frattempo il detto accordo tra le attuali sei cantine, propone le sue azioni, ad esempio si cercherà di produrre quantitativi di Lambrusco consoni alla domanda di mercato, convertendo l’eccedenza in vini da tavola.

 

Le cantine private.

Oltre alle realtà cooperative, esistono anche aziende private che scelgono di agire diversamente. Riccardo Bassoli, proprietario della Cantina Bassoli, il cui lambrusco è stato insignito del premio Gilbert e Gaillard, ha scelto di non offrire “Entry level” cioè prodotti economici, ma di valorizzare le tipologie migliori di lambrusco cercando di stimolare il consumatore a riconoscerne le differenze. Bassoli punta inoltre sulle giovani leve, scegliendo uno staff compreso tra i 25 e i 30 anni.

Puntare sui giovani, integrando “lo zoccolo duro” di mani già esperte, sembra sempre più una buona scelta, auspicando che i “figli d’arte” che spesso già lavorano nell’azienda di famiglia, puntino a farne il mestiere della vita. Molti in fatti sono i finanziamenti che permetterebbero di affrontare la produzione con buoni sostegni finanziari. Possibilità presa, a quanto pare, sul serio dalle giovani leve: Mirko Ruberto (tecnico del settore vinicolo della Coldiretti di Carpi) segnala infatti, solo nel 2016, ben 367 domande per accedere a diversi tipi di fondi.

 

Curiosità incoraggianti.

Puntare sulla valorizzazione delle peculiarità del lambrusco e sulla sua indiscussa qualità, sembra essere la scelta giusta. Basti pensare che Riedel, la nota azienda austriaca di pregiati bicchieri e decanter, ha creato uno speciale calice per degustare e cogliere tutte le caratteristiche del vino lambrusco, personalizzandolo con uno stello lungo e sottile dal color rubino.