Negoziazione TTIP – Coldiretti segnala i pericoli per l’agroalimentare italiano

TTIP

Il TTIP (Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti) è un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziazione tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea.

 

Il trattato, che ha lo scopo di ridurre le barriere commerciali e semplificare lo scambio di prodotti e servizi, con relativi impulsi alla crescita e all’occupazione, coinvolgerà anche i comparti agroalimentari dei Paesi membri dell’Unione Europea.

Coldiretti (la più importante associazione di rappresentanza dell’agricoltura in Italia) ha evidenziato, attraverso le dichiarazioni del suo presidente Roberto Moncalvo, diversi nodi critici del negoziato.

Secondo l’associazione, il TTIP (il cui contenuto, va sottolineato, non è ancora pubblico) deve tenere in considerazione gli elevati standard qualitativi dell’agroalimentare europeo nel formulare le dinamiche che permetteranno un più snello e agevole processo di accesso ai marcati d’oltreoceano.

Già oggi l’agroalimentare europeo, sottolinea Coldiretti, sul mercato statunitense deve affrontare sfide importanti, come quelle poste dal fenomeno dell’”Italian sounding”. Ad oggi il mercato di prodotti spacciati per Made in Italy, ma in realtà prodotti entro i confini USA, vale 20 miliardi di euro. Le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani, pur essendo in forte crescita (nel 2015 sono cresciute del 20%), si aggirano attorno ai 3,6 miliardi di euro.

Un fenomeno che coinvolge tutti i comparti dell’agroalimentare italiano. Il vino italiano, in particolare, accusa i danni di immagine comportati dalla vendita, negli Stati Uniti, di “wine-kit”: polveri che promettono di ottenere in pochi giorni Lambrusco, Chianti, Primitivo, Barolo, ecc.