“Storia e civiltà del vino” proposta come nuova materia scolastica.

Storia cultura lambrusco

Nelle scuole primarie e secondarie potrebbe arrivare una nuova materia di studio: “Storia e civiltà del vino”. Ecco affacciarsi un nuovo disegno di legge, volto a migliorare la cultura dei ragazzi in materia. Proposto dal senatore Dario Stefàno e presentato in questi giorni a Roma in collaborazione con Federvini, Unione Italiana Vini, Assoenologi e con il prof. Attilio Scienza.

“È giunto il momento che anche l’Italia, orgogliosa della sua storia vitinicola, promuova una maggiore consapevolezza e conoscenza, a cominciare dalla scuola dell’obbligo, di quello che è anche un percorso identitario, valoriale e unificante del Paese”.

Queste le parole del senatore Stefàno che traduce così, nel disegno di legge, la visione di una realtà  culturale considerata ora imprescindibile dal ventaglio formativo dei giovani studenti. All’articolo 2 si definisce l’individuazione dei docenti abilitati all’insegnamento della materia; il numero 3 demanda al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) l’avvio dei corsi di qualificazione professionali didattici di Storia e Civiltà del vino, stabilendo un’apposita commissione istituita dal Miur.

Le motivazioni di tale proposta, considerata un passo di coraggio e di grande responsabilità nei confronti delle nuove generazioni, sono ben descritte dalle parole di Riccardo Cotarella (Presidente di Assoenologi) che dice: “c’è un’attenzione crescente nei confronti del vino, visto sempre più come fenomeno non solo produttivo, ma soprattutto di importanza culturale. D’altra parte il vino è fattore identitario e quindi è giusto che sia materia di studio anche nelle scuole”.

La proposta incontra il favore anche di Matilde Poggi (Presidente Fivi): “mi sembra una proposta molto ben fatta e che condivido in pieno. Mi piacerebbe inoltre che all’insegnamento frontale, soprattutto per le classi di bambini più piccoli, fossero affiancate delle uscite sul campo per toccare con mano quello che è il nostro lavoro di vignaioli”.

Ancora, per Domenico Zonin (Presidente UIV), la proposta di Stefàno è “un atto di coraggio e responsabilità sociale della politica che salutiamo con grande favore, perché siamo convinti che non solo contribuirebbe ad allargare gli orizzonti culturali dei giovani, ma assolverebbe una preziosa  funzione di educazione sociale al bere moderato e responsabile perché consapevole”.