Testo Unico (TU) con l’introduzione di contrassegni distintivi

lambrusco alto

L’Italia è il primo Paese europeo pronto a dotarsi di un unico testo di legge per il settore vitivinicolo, si tratta di un’innovazione che permetterà di proteggere, sviluppare e promuovere con regole omogenee uno dei settori made in Italy di maggiore interesse nazionale e internazionale.

Dopo anni di lavoro si è giunti finalmente alla stesura di un testo unico di legge che contiene tutta la normativa e che disciplina la materia vitivinicola e che seguirà ogni processo, dal campo fino al consumatore.

L’approvazione arriva direttamente dalla Camera dei Deputati e è stato frutto di un impegno continuativo che dei gruppi parlamentari e delle organizzazioni del settore vinicolo, con il comune intento di semplificare, valorizzare e innovare un comparto strategico per il nostro Paese, con disposizioni che vanno dai controlli alla tutela delle produzioni di qualità e alla riduzione dei costi a carico degli operatori.

Con un particolare ringraziamento all’On. Massimo Fiorio, relatore del Testo Unico alla Commissione Agricoltura della Camera, ora l'auspicio è che il provvedimento venga trasmesso al Senato in tempi rapidi per essere approvato entro la fine dell'anno.

 

Approfondimento: l’innovazione nel Testo Unico dell’art. 48.

Tra le novità del Testo Unico segnaliamo l'articolo 48, che tratta il tema di “contrassegni” e di “sistema telematico di controllo e tracciabilità alternativo”. Entrambi gli strumenti sono infatti connessi all’attività di etichettatura e saranno di grande importanza in quanto garanzia di sicurezza e autenticità del vino italiano.

Attualmente i produttori hanno l’obbligo di utilizzare le fascette di Stato per le Docg, in via facoltativa per i Doc e nessun contrassegno invece per le Igt. Con il Testo Unico, non avremo più il monopolio di Stato sulla titolarità delle fascette Docg e si aprono quindi le porte alle tipografie autorizzate. Questo vuol dire che i Consorzi di tutela potranno avvalersi di sistemi telematici di tracciabilità alternativi. Ma come sarà gestita la cessione dei contrasse­gni a favore degli enti di certificazione?

Massimo Fiorio (Pd), relatore del Testo Unico alla Camera in Commissione Agricoltura: “abbiamo voluto togliere il più possibile degli elementi di vincolo presenti nel sistema, mettendo meno paletti e rendendoli più leggibili […] una parte del mondo produttivo ha vissuto quasi come una costrizione l’attuale sistema dei contrassegni di Stato che però, lo voglio rimarcare, rappresenta un elemento di grazia che nessuno intende mettere in dubbio”. […] “Ci è sembrato opportuno non precludere questa strada. La concorrenza, a mio avviso, potrebbe portare a contenere i costi della gestione generale.”

Il mercato delle fascette vale oggi per lo Stato tra 11 e 12 milioni di euro; i clienti diretti sono gli organismi di certificazione (oltre 15), tra cui Siquria, Tca, Ceviq, Camere di commercio (da Taranto a La Spezia).

Francesco Liatonio, presidente di Valoritalia (azienda da un miliardo di fascette) dichiara:”L’attuale versione del Testo Unico al Senato prevede un’apertura, ma noi in questa vicenda siamo semplici spettatori. Certamente un sistema chiuso appare meno favorevole di uno concorrenziale. Detto questo ci interessa una fascetta che incontri le necessità del consumatore e che abbia i requisiti idonei perla valorizzazione e la protezione del prodotto vino.

Come saranno gestiti i contrassegni dei vini a Docg nel caso in cui l’Ipzs (Istituto poligrafico e zecca dello Stato) non dovesse più essere l’unico punto di riferimento?

Applicare un chip sulla bottiglia sembra un’idea tecnologicamente avanzata, ma dai costi unitari un po’ alti. Un’altra proposta potrebbe vedere l’applicazione di codici alfanumerici: “Gli stessi applicati nel campo della modaspiega Paolo Castelletti, segretario generale di Uiv - “un sistema di etichette parlanti che permette allo stesso consumatore, tramite telefono cellulare, di fare verifiche sull’autenticità del prodotto. Questi codici alfanumerici criptati, forniti dagli organismi di certificazione e controllo, sono stampati direttamente dal produttore sull'etichetta all'at­to dell'imbottigliamento in cantina. Non si potranno stampare due volte perché il codice si autodistrugge alla prima stampa: in gergo si parla di codice 'bruciato'".

Si tratta dunque di una partita impegnativa che Stato e privati giocheranno su più livelli. Una sfida che spingerà molto Consorzi a fare un passo avanti nello sviluppo di sistemi anti frode.