Un restyling per i vini

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L’Enoteca regionale dell’Emilia-Romagna prepara un restyling per i vini, con l’obiettivo di rilanciare la viticoltura nel settore turistico.

L’Emilia-Romagna è la seconda regione produttrice di vino in Italia e la quinta maggiore esportatrice. Questo è uno dei motivi che hanno spinto l’Enoteca regionale a puntare sul restilyng per i vini regionali: una riorganizzazione che punta sui nuovi prodotti e sulle etichette affermate per far pesare sul settore turistico l’asset dell’enogastronomia.

Ma non è tutto. Pierluigi Sciolette, presidente dell’Enoteca regionale Emilia-Romagna spiega: “Stiamo lavorando alla caratterizzazione di quattro grandi microaree: quella del Sangiovese di Romagna, quella del Pignoletto (da Bologna a Modena e a Ravenna), il territorio dei Lambruschi (che va da Modena a Reggio Emilia e a Parma) e infine l’area della Malvasia (Piacenza e Parma) e del Gutturnio (Piacenza). Territori nei quali, grazie al lavoro di alcune cantine, i vini della regione stanno uscendo da una fase di sottovalutazione se non di vero e proprio anonimato.”

E infatti continua a crescere il numero delle riviste straniere, come il Meiningers Sommelier o l’Evening Standard, che menzionano il Lambrusco come vino riscoperto e maggiormente acquistato all’estero.

La scommessa più grande di questo progetto rimane quella del turismo: “La strada per qualificare il vino emilianoromagnolo – prosegue Sciolette – è quella di legarlo ai territori. La leva da azionare è quella della Via Emilia, che ha più di duemila anni di storia e attraversa borghi e città ricche di monumenti e di fascino. Legando questo percorso agli itinerari gastronomici e quindi ai vini che si producono nei differenti territori, siamo convinti che si possa valorizzare anche questa parte importante della nostra regione che non ha nulla da invidiare ad altri e finora più blasonati territori del vino made in Italy.”