Il Lambrusco verso la sostenibilità

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Decanter, il magazine inglese dedicato al mondo del vino, pubblica un inserto promozionale dedicato al progetto di sostenibilità del territorio vinicolo del Lambrusco.

Le premesse ci sono tutte: le province di Modena e Reggio Emilia sono ricche di aziende vitivinicole con 15.500 ettari di vigne e un raccolto annuo di 1.8 milioni di quintali di Lambrusco; gran parte del mercato moderno è fuori dall’Italia e i Consorzi si stanno impegnando per prendersi cura dell’immagine e della sostenibilità dei prodotti.

Nasce con questa consapevolezza il nuovo progetto dedicato alla sostenibilità e alla capacità di sostenere a lungo termine l’equilibrio ecologico.

Per Ermi Bagni, direttore dei Consorzi del Lambrusco, la viticoltura sostenibile è una dichiarazione di fede e trasparenza davanti ai consumatori.

Nella lunga intervista rilasciata a Decanter, il direttore racconta come il progetto sia iniziato con degli studi di fattibilità per conseguire la certificazione delle aree del Lambrusco DOC secondo gli standard di Equalitas. Lo scopo è quello di sensibilizzare tutte le aziende coinvolte nel processo di produzione: viticoltori, vinificatori e imbottigliatori. I tre pilastri della sostenibilità (ambientale, sociale ed economico) sono infatti gli stessi previsti dai disciplinari di produzione.

I risultati raccolti finora sono già soddisfacenti e mostrano come i presupposti siano favorevoli. I produttori sono già coinvolti nell’identificazione delle migliori norme in termini agronomici ed è già presente un entusiasmo generale tra i partecipanti al progetto.

Il conseguimento del Certificato di Sostenibilità – continua Ermi Bagni – è un modo per comunicare al mondo intero che realmente i produttori, negli ultimi 30 anni, hanno utilizzato metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente.

Questo risultato sarà visibile sulle bottiglie di Lambrusco tramite un apposito logo. In questo modo la certificazione coinvolgerà tutti, dai produttori ai consumatori.