Castelvetro

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Castelvetro città del vino

Castelvetro si trova a sud di Modena alla distanza di 18 km e all'altezza di 150m. sul livello del mare, adagiato su dolci colline coltivate a vigneto. Piazza Roma, sulla quale si affacciano il Palazzo Comunale, le Torri dell'Orologio e delle Prigioni e il Palazzo Rinaldi, è considerata il centro del paese.

E' nata in epoca recente, tra il 1934 e il 1935, quando furono abbattuti tutti gli edifici posti nella zona Nord del Castello, ad eccezione delle Torri, per creare uno spazio aperto affacciato sulla vallata. II paesaggio di vigneti prosegue poi sulle colline a sud di Castelvetro, che conservano nelle terre del Grasparossa alcuni tesori architettonici di inestimabile valore.

Tra questi sono da segnalare importanti edifici situati in frazione di Levizzano. Tra questi: il Castello di Levizzano, fortificato, che prima fu di Bonifacio di Toscana, padre di Matilde di Canossa, poi dal XIV secolo fu di proprietà della famiglia Rangoni fino al periodo napoleonico. Nel castello si erge imperiosa la Torre Matildica, dove hanno sede diverse associazioni: l'Associazione degli Esperti Degustatori dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, l'Associazione Modena a Tavola, L'Associazione degli Enologi ed Enotecnici italiani, l'Associazione Italiana Sommeliers, ed infine l'Associazione Terre si Castelvetro.

Quest'ultima è nata nel 1995 per iniziativa di alcuni produttori locali in collaborazione con il Comune. Nei sotterranei della rocca, dal 1879 è situata la Casa dei Lambruschi, enoteca comunale aperta al pubblico allo scopo di valorizzare a far conoscere i tipici prodotti locali, primo fra tutti il Lambrusco Grasparossa.

 

Itinerari nelle terre del Grasparossa

Da Castelvetro percorrendo la strada che si dirige a nord verso Modena si arriva a Maranello, il cui destino è attualmente strettamente legato a quello della Ferrari. Tornando sull'incrocio principale e proseguendo sulla via Giardini verso nord, si incontrano gli stabilimenti Ferrari e proseguendo si scorge sulla sinistra la pista di Fiorano, nella quale vengono effettuate prove della squadra corse Ferrari. Situata a pochi passi dallo stabilimento Ferrari, la Galleria Ferrari è il grande museo che ospita la storia delle rosse di Maranello e del loro fondatore. E si riparte dal solito incrocio principale di Maranello e proseguendo verso Ovest si arriva a Spezzano, frazione di Fiorano Modenese. A Spezzano, svoltando a sinistra per via Nirano e seguendo le indicazioni si arriva al Castello di Spezzano.

 

Fiorano e Sassuolo

II castello ospita il Museo della Ceramica, nato con l'intento di documentare le tecniche di produzione della ceramica nel corso di sette millenni.


Il ritorno sulla strada ex statale (o sulla strada Pedemontana) è d'obbligo se si vuole proseguire il viaggio in direzione Sassuolo, importante centro del modenese, capitale mondiale della ceramica. Il centro storico di Sassuolo è ricco di numerosi edifici: il Palazzo Ducale è il vero gioiello storico, architettonico e artistico di Sassuolo. Francesco I d'Este incaricò Bartolomeo Avanzini di trasformarlo in residenza estiva. Sulle colline di Sassuolo si trovano le Terme della Salvarola: uno dei centri termali più rinomati dell'intera Emilia Romagna.
Le acque curative del centro termale (salsobromojodica e sulfurea) sorgono spontaneamente nel territorio.

 

Castelnuovo Rangone

Situato sulla Strada dei vini e dei sapori, Castelnuovo Rangone (la denominazione di Castelnuovo Rangone si deve al fatto che fu uno dei feudi della nobile famiglia Rangoni) può essere considerato la capitale della carne suina. Il maiale è un elemento di traino di tutta l'economia della zona, tanto che nel centro del paese, proprio nella piazza principale antistante all'imperioso Torrione (antica torre medioevale appartenente intorno all'anno Mille ad un castello difeso da mura alte fino a dieci metri), è collocato il monumento al maiale. A Castelnuovo ogni anno, la penultima domenica prima di Natale, si svolge la "Sagra dello zampone" con la preparazione e la cottura in piazza, in un'enorme zamponiera, del Superzampone.
Seguendo la segnaletica e percorrendo strade immerse nella campagna e punteggiate di antiche ville e case coloniche, si giunge a Formigine. Il Castello, situato in piazza Calcagnini, un tempo piazza del Mercato, è la maggior attrazione storico architettonica del paese.

 

Vignola

Da Castelvetro, seguendo la strada, si giunge a Vignola, cittadina collocata sulla strada dei vini e dei sapori, il cui toponimo (Vineola, piccola vigna) evoca un antico legame colla viticoltura. Vignola è il Comune punto di riferimento di un vasto comprensorio del quale fanno parte una trentina di Comuni tra province di Modena e di Bologna, che presenta una spiccata vocazione per la frutticolutra.

Oltre alle ciliegie, vantano una consolidata tipicità anche susine, mele, pere, albicocche e pesche. Il Castello, uno degli esempi più interessanti di architettura fortificata della regione, è sorto come struttura difensiva, con la signoria dei Contrari fu trasformato in sontuosa dimora ricca di decorazioni ed affreschi sul modello delle dimore estensi ferraresi.

In piazza Garibaldi è situata l'antica pasticceria Gollini dove, da oltre un secolo, viene prodotta la Torta Barozzi, una tipica e raffinata ghiottoneria locale, la cui ricetta è ancora oggi segreta e custodita gelosamente nelle cucine della famiglia Gollini.

 

Marano e Spilamberto

Anche Marano fa parte dell'itinerario della strada dei vini e dei sapori. Il comune di Marano sul Panaro, elegante cerniera tra la pianura e la montagna modenese, diventa anche il punto privilegiato di contatto di prodotti gastronomici a base di farina di grano, cosiddetti prodotti poveri, che fanno parte della più antica e verace tradizione gastronomica locale: le crescentine nelle tigelle, i borlenghi e il gnocco fritto.

Quando da Castelvetro si giunge a Spilamberto (anche questo territorio fa parte della Strada dei vini e dei sapori), subito si scorge all'ingresso del paese, l'imponente la sagoma del Torrione. Si tratta di una costruzione che risale ai primi anni del sec. XIV. Fu eretta dal Comune di Modena per fortificare ulteriormente l'ingresso all'antico borgo a ridosso delle mura.

Era munito di ponte, levatoio posto a difesa del castello. Sipilamberto è noto oltre che per l'aceto balsamico anche per altri prodotti gastronomici: il nocino e gli amaretti. Ha infatti sede a Spilamberto anche l'Ordine del Nocino Modenese, che protegge la qualità del tradizionale liquore modenese "fatto in casa". Si tratta di un'associazione tutta femminile.

Il nocino è un liquore tonico, noto e prodotto ormai in molte regioni d'Italia, ma quello vero, la cui ricetta è sapientemente stata scelta tra le tante "imitazioni" con aggiunta di aromi, è custodita qui e le noci che servono per la sua produzione, sono rigorosamente raccolte nella magica notte del 24 giugno, la notte di S.Giovanni sotto la "guazza" che, secondo antiche credenze, fa venire i capelli ricci e fa innamorare tutte le ragazze.

Oltrepassando il fiume Panaro, in direzione est, seguendo le indicazioni e percorrendo una strada che solca la campagna modenese coltivata a ciliegi, susini, peri, meli, peschi e albicocchi, si giunge in territorio di San Cesario. Da San Cesario si arriva a Castelfranco con la strada che oltrepassando con il cavalcavia l'Autostrada del Sole, si dirige in direzione nord.
Castelfranco Emilia

Il centro del paese è diviso in due dalla via Emilia, che nel tratto di Castelfranco prende il come di Viale Martiri. Per anni in bilico tra Modenesi e Bolognesi, Castelfranco è considerato il più bolognese dei Comuni modenesi anche perché nel 1919, quando era soggetto alla provincia di Bologna, venne annesso al territorio della provincia di Modena.

Questa doppia anima mette tutti d'accordo per indicare in Castelfranco la patria del tortellino. Secondo la leggenda riportata da Alessandro Tassoni nel suo poema eroicomico "La Secchia Rapita", si vuole che questo tipico piatto sia nato alla locanda della Dogana dove l'oste guardone, sbirciando da un buco della serratura, vide l'ombelico di una splendida dama (si dice fosse la stessa Venere) e a questo si ispirò per dare forma al Tortellino.

Ogni anno per celebrare l'avvenimento, il Comitato per la Festa di San Nicola, organizza la tradizionale Festa di San Nicola - Sagra del Tortellino che si tiene la seconda settimana di settembre. Nella settimana di festeggiamenti è possibile gustare il Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia, prodotto a mano, con la pasta sfoglia tirata al mattarello, rigorosamente cotto e servito in brodo.

Tra le iniziative si perpetra, inoltre, il rito della nascita del tortellino con personaggi illustri che interpretano, in una messa in scena ricca di suggestione, l'oste e la dama.