Sorbara

fallback lambrusco

Il Lambrusco di Sorbara

In una striscia di terra fertile, dove i fiumi Secchia e Panaro si avvicinano fin quasi a toccarsi, lì si trova il cuore del Lambrusco di Sorbara, prodotto da vigneti che si alimentano nei terreni alluvionati dei due fiumi.

 

Itinerario in centro storico

Sorbara è la frazione che dà il nome all'omonimo vitigno e al vino Lambrusco. Sorbara è citata in un antico documento del 1084 dove si fa riferimento alle truppe di Enrico IV da parte di truppe di Matilde di Canossa. Narra però una legenda che non furono le truppe della contessa a sconfiggere le truppe imperiali, bensì il vino Lambrusco, talmente gradito alle soldatesche dell'imperatore che ne bevvero abbondantemente la notte precedente alla battaglia, rimanendo il giorno dopo completamente "stesi" in preda ai fumi dell'alcool.

Itinerari nelle terre del Sorbara


Da Bomporto percorrendo la strada in direzione di Sorbara, ci si immette sulla cosiddetta strada del Canaletto e da qui seguendo le indicazioni si giunge a Bastiglia. Il Museo di Bastiglia, situato in una costruzione del centro storico del paese, proprio nei pressi del vecchio mulino, propone attraverso attrezzi, fotografie ed oggetti vari, la storia della civiltà contadina che ha segnato il carattere della gente del posto.

Da Bastiglia, l'itinerario conduce a Soliera, il cui nome suggerisce origini contadine per il territorio e la vocazione prevalentemente agricola del suo passato. Soliera infatti deriva dal latino "solarium", ossia il solaio scoperto, dove si lasciava il grano ad essiccare al sole.

Nei dintorni di Soliera, immerse nella campagna, si incontrano le splendide ville signorili; da segnalare: il cinquecentesco Casino Vecchi. Da Soliera, passando per Modena, si può arrivare a Campogalliano, sia attraversando la via Emilia tramite il raccordo tangenziale di Modena in direzione Carpi, oppure attraversando il raccordo tra l'Autostrada A1 e l'Autostrada A22 del Brennero che ha l'uscita proprio a Campogalliano.

Qui sono presenti alcuni spunti caratteristici di particolare interesse culturale e naturalistico, tra questi il Museo della Bilancia, la riserva delle Casse di Espansione del Secchia e i Laghi Curiel.


Il Museo della Bilancia è nato nel 1989 da un nucleo di strumenti raccolti in mostra permanente fin dal 1983. Il Museo, unico di questo genere in Italia, possiede oltre 9.000 reperti, provenienti anche da donazioni di privati e di enti.

 

Nonantola

Il toponimo Nonantola è latino, e deriva dalla sue estensione, ovvero "novanta centurie", le stesse che vennero donate nel 752 dal re dei Longobardi Astolfo al cognato Anselmo, duca del Friuli, il quale lasciò il monastero di Fanano e fondò l'Abbazia.

Questa costruzione è caratterizzata in particolare dal Portale con stipiti e architravi marmorei opera di artisti della scuola di Wiligelmo e dalle absidi originali di notevole bellezza. All'interno dell'Abbazia è custodito l'Archivio, uno dei più importanti archivi monastici d'Europa, che conserva più di settemila pergamene risalenti all'ottavo secolo. Oltre ai musei e ai monumenti del centro storico, Nonantola propone nei dintorni un paesaggio rurale estremamente godibile, con vecchi manufatti, casolari, oratori, ville e un'area verde di pregio: l'Oasi della Partecipanza.

La Parteciapanza Agraria è l'Ente che raccoglie l'eredità della Charta del 1058 (contenuta nell'Archivio Abbaziale) in cui l'abate Gottescalco stabiliva, per tutto il popolo nonantolano, il diritto di usufrutto perpetuo di una parte dei terreni di proprietà del monastero. Una singolare forma di gestione del territorio che continua ancor oggi secondo antichissime consuetudini.